Quanto guadagnano i privati sulle mostre e sui biglietti delle Sovrintendenze a Roma? Che cosa c’è scritto nelle loro convenzioni? Perché non sono rese pubbliche?

domenica, 5 Gennaio, 2014

La Corte dei Conti del Lazio vuole vederci più chiaro sugli entroiti dei privati negli incassi delle Sovrintendenze romane a partire da quella Archeologica.

A darne notizia oggi domenica 5 gennaio è repubblica.roma con un articolo di Lorenzo D’Albergo. Titolo: “Mostre e monumenti, scandalo ticket. Incassi, i privati prendono anche il 70%”.

Si legge nell’articolo che su 12 euro per entrare al Colosseo il 69,8% va ad Electa, la concessionaria presieduta da Marina Berlusconi. Su 10 euro per Palazzo Venezia 7,75 vanno spartiti tra Civita Cultura (presieduta da Gianni Letta) e Munus (presieduta da Alberto Maria Zamorani, ex Italstat e già indagato in passato durante l’era di “Mani pulite”).

A portare alla luce queste percentuali sarebbe stata una richiesta avviata il 4 ottobre dalla Direzione Regionale dei Beni Culturali (direttore la Galloni) per aumentare il prezzo del biglietto di una mostra a Palazzo Venezia. Al che la Corte dei Conti avrebbe chiesto chiarimenti sulle ripartizioni pubblico-privato, chiarimenti faticosamente arrivati solo a metà dicembre. Da qui l’inchiesta che è in corso e che riguarda i caratteri delle concessioni, così almeno si presume.

Detto questo, fatta una rapida ricerca, si rileva che esistono sì percentuali del 70% ma che riguardano singoli eventi come mostre e non la biglietteria d’ogni giorno dove le percentuali per i privati sussistono. Questo il primo rilievo da fare. Ma il problema è tutt’altro che risolto.

Il secondo rilievo è infatti che tutto questo giro delle concessioni ad aziende private e delle relative proroghe è assolutamente “opaco”, nel senso che il ministero non è trasparente in proposito. A denunciarlo nei giorni scorsi anche Vittorio Emiliani intervistato sabato ad Ambiente Italia su Raitre. Insomma convenzioni ferme da anni, peggio prorogate e riprorogate, senza che se ne sappia granché.

Il ministero dei beni culturali a questo punto deve fornire tutte le risposte necessarie per rendere chiara una situazione che al momento non lo è minimamente. Anche la convenzione di Della Valle col Colosseo è tutta da scoprire.

Il ministro Bray che ci dice in proposito?

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