Controllare il 40% dei libri non è una posizione “dominante”? In tutta Europa non esiste nulla di simile

lunedì, 5 Ottobre, 2015

La legge sull’editoria definisce “dominante” la posizione di chi arriva a controllare il 20% dei giornali.

Nei libri si ha ora una concentrazione tra Mondatori e Rcs che sfiora il 40%. Non esiste in Europa niente di simile.

Finiscono sotto il controllo unificato del nuovo asset, già battezzato da qualcuno “Mondazzoli”, oltre a Mondatori e Rcs case editrici come Bompiani e Marsilio, Einaudi ed Electa, Piemme e Sperling & Kupfer, Sonzogno ecc.

Che cosa farà il Garante per la concorrenza e il mercato?

Temo il peggio, visto che in passato ha già autorizzato nel campo della distribuzione la fusione tra Feltrinelli e Messaggerie, salvo la richiesta di qualche correttivo.

In Europa una fusione del 40% dei libri non esiste.

L’ultima grande fusione è avvenuta in Gran Bretagna tra Rondom House e Penguin, il risultato è stato del 26% del mercato editoriale (la stessa percentuale che da sola in Italia detiene la Mondadori gestita da Marina Berlusconi).

A marzo quando sono state avviate le trattative tra Mondadori e Rcs un  gruppo di autori della Bompiani ha lanciato un allarme. A guidarli era Umberto Eco. Hanno tra l’altro scritto:

“Questa fusione darebbe vita a un colosso editoriale che non avrebbe pari in tutta Europa perché dominerebbe il mercato del libro in Italia per il 40 per cento. Un colosso del genere avrebbe enorme potere contrattuale nei confronti degli autori, dominerebbe le librerie, ucciderebbe a poco a poco le piccole case editrici e (risultato marginale ma non del tutto trascurabile) renderebbe ridicolmente prevedibili quelle competizioni che si chiamano premi letterari. Non è un caso che condividano la nostra preoccupazione autori di altre case: questo paventato evento rappresenterebbe una minaccia anche per loro e, a lungo andare, per la libertà di espressione. Non ci resta che confidare nell’Antitrust”.

Non ci resta che confidare nell’Antitrust?

Aggiungo che in Italia ci sono oltre duemila case editrici, ma ad aver qualche peso sono solo 300 mentre in 8 controllano metà del mercato.

Questo finora.

Che cosa succederà se nessuno pone limiti alla nascente concentrazione?

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