Capitali a Panama: rivelata la rete off shore del denaro, con 12 capi di stato di cui 6 in carica. Coinvolti i clan di Putin, Xi Jipinhg, Cameron, Macrì. 800 italiani a partire da Montezemolo

lunedì, 4 Aprile, 2016

Rivelati 11 milioni di schede del denaro off shore nei paradisi fiscali di Panama e Virgin Islands. I dati in mano a 106 testate giornalistiche nel mondo (compresi Guardian, Le Monde, Suddeutsche Zeitung, l’Espresso ecc). Riflettori da stasera sulle Panama Papers che inguaiano 12 capi di stato, di cui sei in carica…

Ecco cosa sono le Panama Papers e il sistema finanziario Mossack Fonseca, di stanza a Panama e attivo nelle Virgin Islands. La scheda fatta dal Guardian, che dedica il titolo di apertura alla scoperta dei fondi del clan Putin. Interessante però è anche la presenza del clan Cameron, attraverso il padre del leader inglese. Tra i capi di stato più importanti anche quello della Cina Xi Jinping attraverso la sua famiglia e quello dell’Argentina, Carlos Macrì. Inoltre il leader ucraino Petro Poroshenko, re Salman dell’Arabia Saudita,  il premier islandese Sigmundur Gunnlaugsson… 

E poi ci sono 800 italiani, a partire da Luca di Montezemolo…Qui di seguito il Guardian e poi stralci da corriere.it:

 

 

What is Mossack Fonseca?

It is a Panama-based law firm whose services include incorporating companies in offshore jurisdictions such as the British Virgin Islands. It administers offshore firms for a yearly fee. Other services include wealth management.

Where is it based?

The firm is Panamanian but runs a worldwide operation. Its website boasts of a global network with 600 people working in 42 countries. It has franchises around the world, where separately owned affiliates sign up new customers and have exclusive rights to use its brand. Mossack Fonseca operates in tax havensincluding Switzerland, Cyprus and the British Virgin Islands, and in the British crown dependencies Guernsey, Jersey and the Isle of Man.

How big is it?

Mossack Fonseca is the world’s fourth biggest provider of offshore services. It has acted for more than 300,000 companies. There is a strong UK connection. More than half of the companies are registered in British-administered tax havens, as well as in the UK itself.

How much data has been leaked?

A lot. The leak is one of the biggest ever – larger than the US diplomatic cables released by WikiLeaks in 2010, and the secret intelligence documents given to journalists by Edward Snowden in 2013. There are 11.5m documents and 2.6 terabytes of information drawn from Mossack Fonseca’s internal database.

Are all people who use offshore structures crooks?

No. Using offshore structures is entirely legal. There are many legitimate reasons for doing so. Business people in countries such as Russia and Ukraine typically put their assets offshore to defend them from “raids” by criminals, and to get around hard currency restrictions. Others use offshore for reasons of inheritance and estate planning.

Are some people who use offshore structures crooks?

Yes. In a speech last year in Singapore, David Cameron said “the corrupt, criminals and money launderers” take advantage of anonymous company structures. The government is trying to do something about this. It wants to set up a central register that will reveal the beneficial owners of offshore companies. From June, UK companies will have to reveal their “significant” owners for the first time.

What does Mossack Fonseca say about the leak?

The firm won’t discuss specific cases of alleged wrongdoing, citing client confidentiality. But it robustly defends its conduct. Mossack Fonseca says it complies with anti-money-laundering laws and carries out thorough due diligence on all its clients. It says it regrets any misuse of its services and tries actively to prevent it. The firm says it cannot be blamed for failings by intermediaries, who include banks, law firms and accountants.

Panama Papers reporting team: Juliette Garside, Luke Harding, Holly Watt, David Pegg, Helena Bengtsson, Simon Bowers, Owen Gibson and Nick Hopkins

 

Chi c’è dentro?

Panama Papers, Ci sono dentro dodici capi di Stato e di governo (sei dei quali ancora in attività), 128 responsabili politici e funzionari di primo piano, 29 miliardari presenti nella classifica Forbes dei 500 più ricchi del Pianeta, accanto ad almeno 33 persone e società finite nella lista nera del governo americano perché in affari con i cartelli messicani della droga, organizzazioni terroristiche come Hezbollah o «Stati canaglia» come la Corea del Nord.

Nelle Panama Papers ecco per il clan di Putin il violoncellista Sergei Roldugin, azionista della Bank Rossiya di San Pietroburgo, cassaforte del clan Putin.
Poi il padre dell’attuale premier britannico David Cameron (sostenitore di regole più severe contro l’evasione fiscale).
Poi la famiglia del leader cinese Xi Jinping a sua volta promotore di dure campagne anti-corruzione.
Poi i capi di Stato — tra cui il re Salman dell’Arabia Saudita, il presidente ucraino Petro Poroshenko acerrimo nemico di Putin, il premier islandese Sigmundur Gunnlaugsson, il presidente argentino Mauricio Macri, il presidente degli Emirati Arabi Uniti Khalifa bin Zayed.
Infine le star del calcio come il campione argentino Lionel Messi e il presidente (sospeso) dell’Uefa, Michel Platini.

 

E gli italiani?

Panama Papers. Ci sono 800 italiani nel paradiso off shore. Chi sono?
Il nome più noto è quello del presidente di Alitalia Luca Cordero di Montezemolo tra i tre indicati dal sito del settimanale L’Espresso come parte di una foltissima pattuglia di italiani che hanno avuto rapporti con lo studio legale Mossack Fonseca di Panama.
Così scrive Corriere.it.
Proseguendo: Poi compaiono l’ex pilota di F1 Jarno Trulli, Oscar Rovelli, uno dei figli di Nino Rovelli della Sir, e Giuseppe Donaldo Nicosia, imprenditore pubblicitario socio di Marcello Dell’Utri in una società sotto processo a Milano e latitante per una truffa milionaria.

Nella documentazione di cui è entrato in possesso il consorzio di testate giornalistiche internazionali di cui fa parte L’Espresso, emergono i nomi di 800 di italiani tra cui «imprenditori, professionisti, volti noti dello spettacolo» o dello sport, come l’abruzzese Jarno Trulli che compare come «azionista» della Baker Street sa, una società che Mossack Fonseca avrebbe collaborato a registrare non a Panama, ma nelle Seychelles. C’è anche Giuseppe Donaldo Nicosia, imprenditore pubblicitario accusato dal pm milanese Sergio Spadaro di bancarotta fraudolenta con Marcello Dell’Utri, l’ex senatore forzista ed ex presidente di Publitalia in carcere a Parma per una condanna definitiva a 7 anni per concorso esterno in associazione mafiosa. A Dell’Utri e altri 8 indagati Spadaro contesta una «frode fiscale» che, orchestrata attorno agli spazi pubblicitari venduti dai concessionari Publitalia 80 e Rti per le reti Mediaset e da Sipra spa per le reti Rai, avrebbe sottratto all’erario almeno 62 milioni di euro finiti su conti esteri di Nicosia o di soggetti a lui riferibili.
Anche Oscar Rovelli sarebbe legato a una società con sede nelle Seychelles, la Countryside Group. Essa non rientra tra quelle finite sotto la lente della magistratura a caccia dei soldi (mille miliardi di lire) ricevuti dalla famiglia dopo la conclusione favorevole della causa con l’Imi che, secondo una sentenza definitiva, fu viziata dalla corruzione di giudici di Roma. Tramite un avvocato, Oscar Rovelli all’Espresso ha detto di «non avere alcun ricordo di quella società». Due, infine, le banche che emergono di frequente: Unicredit e Ubi. Un portavoce della prima ha dichiarato che «Mossack Fonseca non risulta essere un consulente fiscale della capogruppo», ma per il settimanale i rapporti si sarebbero interrotti nel 2010. Per quanto riguarda Ubi Banca, i legami con lo studio avrebbero riguardato affari in Lussemburgo. Presenti anche offshore a Panama e nelle Seychelles, ma Ubi assicura di non avere «società controllate in quelle località».

 

 

 

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