Piero Sadun, pittore, ebreo, perseguitato, partigiano. Siena lo ricorda con una mostra

domenica, 6 Settembre, 2015

Dopo le leggi razziali continuò a dipingere firmandosi T. Duna. Piero Sadun, ebreo, senese, cacciato nel ’38 dal liceo Piccolomini come il suo amico Paolo Padovani, poi partigiano, scomparso poi nel 1974, viene ricordato da una bella mostra a Siena. Ecco cosa ne scrive”Pagine ebraiche”:

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Commosso e partecipato omaggio della cittadinanza senese alla memoria di Piero Sadun, protagonista con le sue opere della mostra “Genesi di un artista: 1938-1948″ inaugurata nella locale pinacoteca in occasione della Giornata Europea della Cultura Ebraica.
Appartenente a una delle famiglie più note della città, arrivata a Siena da Pitigliano dalla prima metà del diciannovesimo secolo, Piero Sadun è scomparso nel 1974, a soli 55 anni.
La mostra è stata ben allestita, nel cortile e in un locale a terreno e nella sala delle sculture, dalla cui finestre si apre uno spettacolare panorama urbano, dove sono per la prima volta esposti i vari disegni fatti da Sadun durante la sua militanza partigiana e i dipinti, con falso nome, che abbelliscono a Pontignano la residenza della famiglia Bracci dove aveva subito trovato un sicuro rifugio dopo la retata compiuta a Siena il 6 novembre 1943.
I discorsi inaugurali, tutti molto apprezzati, si sono svolti nella affollatissima sala del cenacolo: per primo ha parlato Stefano Cascìu, direttore del Polo Regionale dei musei della Toscana, lieto di iniziare l’attività di questo nuovo organo, in una sede prestigiosa che per la prima volta si apriva al pubblico con una nuova modalità; Roberto Orvieto, consigliere della Comunità ebraica di Firenze e Siena, città dove risiede da decenni, si è unito alle sue parole di ringraziamento agli organizzatori e alla Fondazione Ambron-Castiglioni che ha dato il suo contributo alla stampa del bel catalogo, edito da Pontecorboli, passando la parola ad Anna Di Castro Piperno, prima ideatrice della mostra alla cui realizzazione si è dedicata con molta passione. A chiusura la neo eletta consigliera regionale Monica Barni ha delineato con pochi ma salienti tratti la vita e l’opera dell’artista ricordando anche come poche ore dopo sarebbe ricorsa la data della firma a San Rossore del decreto che, ebreo, l’aveva espulso dalla scuola statale.

Lionella Viterbo

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